Nel
mondo del pomodoro la paga è a cottimo. Riempiendo un cassone di
tre quintali di prodotto si ottengono 3,50 euro, quando va bene (al
produttore il pomodoro viene pagato 8 euro al quintale). Di questi,
50 centesimi vanno dati al caporale, che prenderà altri soldi per
il trasporto nei campi, per la fornitura di acqua e cibo e – in
alcuni casi – anche per l’assegnazione di un alloggio in
condizioni degradate.Ogni
estate la presenza di una manodopera quotidianamente impiegata di
quattro o cinquemila braccianti (cui vanno aggiunti quelli che
vivono nei casolari più piccoli e isolati) è la prima smentita
della tesi secondo cui ai caporali ricorrono solo poche “mele
marce”.Purtroppo
tale pratica è molto più estesa. Si è fatta base e sistema del
mondo agricolo, come sostiene da tempo la Flai Cgil Puglia.
